Aprile 2015

  • FedEx e SEA hanno firmato la costruzione di una nuova base operativa a Malpensa.

Nuovo Maxi Gateway FedEx a Malpensa

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FedEx Express Italia e SEA, la società di gestione degli Aeroporti di Milano, hanno concluso un accordo per la realizzazione di una nuova struttura operativa presso l’aeroporto di Milano Malpensa.

Con una superficie di oltre 35.000 mq totali, la nuova struttura tecnologicamente all’avanguardia triplicherà l’attuale base FedEx a Malpensa e diventerà il terzo snodo più grande d’Europa di FedEx, dopo quelli di Parigi e Colonia, al servizio del traffico merci da e per l’Italia. La struttura, che comprenderà circa 15.000 mq di magazzino coperto, 20.000 mq per area di manovra e sosta automezzi e oltre 1.000 mq di uffici, sarà collocata all’interno della nuova Cargo City di Malpensa. La consegna della struttura è prevista entro l’estate 2016.

Malpensa è il primo aeroporto per il cargo in Italia, dove vengono gestite il 55% del traffico totale delle merci italiane ed è quello che ha registrato la più rapida crescita in Europa. FedEx è il terzo maggior cliente dell’aeroporto di Malpensa per merci trasportate, sin dal 1994. L’ampliamento della presenza di FedEx a Malpensa si aggiunge ai recenti investimenti dell’azienda in Italia, con 24 nuove filiali aperte in meno di 3 anni, la creazione di 300 posti di lavoro e l’introduzione del primo e attualmente unico volo diretto dall’Italia agli Stati Uniti. Proprio da Malpensa parte tutti i giorni l’unico volo espresso nel trasporto merci, che garantisce i tempi di transito più rapidi dal nord Italia verso gli Stati Uniti, di tutto il mercato merci. Questo volo collega l'area più dinamica dell'economia italiana con il gigantesco scalo di Memphis, nel Tennessee, uno degli aeroporti cargo più grandi al mondo.

Il potenziamento della base logistica di FedEx a Malpensa aiuterà le imprese esportatrici italiane nell’internazionalizzazione del proprio business e darà ulteriore impulso all'interscambio commerciale tra l'Italia e gli USA (e con tutto il resto del mondo), in un momento in cui i prodotti made in Italy sono particolarmente appetibili sul mercato Americano grazie al cambio euro-dollaro.