Consegna di un collo

Brexit - Glossario

Brexit - Glossario

Una guida dalla A alla Z per consentire alle aziende che effettuano import/export di affrontare la Brexit con successo.

Stabilisce il diritto e la procedura che gli stati membri devono seguire per uscire dall'UE, con un preavviso di due anni.

Termine utilizzato per descrivere l'uscita del Regno Unito dall'UE a seguito del referendum tenutosi a giugno 2016. Il Regno Unito uscirà dall'UE alle 23:00 del 31 ottobre 2019*.

Le cosiddette "backstop proposal" definiscono il programma del Regno Unito finalizzato alla definizione di una soluzione doganale temporanea con l'UE nel caso in cui un nuovo accordo permanente non sia pronto in tempo, onde evitare un confine fisico tra l'Irlanda del Nord e la Repubblica d'Irlanda, che è membro dell'UE.

Gli stati membri dell'UE seguono gli stessi standard e regolamenti per le merci. Il governo del Regno Unito intende seguire un "regolamento comune", allineando la propria legislazione commerciale agli standard e ai regolamenti dell'UE e auspica inoltre che il piano tuteli le supply chain delle aziende, come le case automobilistiche, riducendo al contempo le frizioni commerciali al confine tra Regno Unito e UE.

I 28 Paesi membri dell'UE, assieme a una serie di Stati più piccoli, hanno stipulato un accordo commerciale sulla non imposizione di tariffe doganali sulle merci in movimento tra gli stati membri dell'UE. Sulle merci importate dall'esterno dell'UE si applica invece una tariffa comune. Il governo del Regno Unito ha dichiarato che il Regno Unito lascerà l'unione doganale all'uscita dall'UE.

Lo Spazio economico europeo comprende i 28 paesi dell'UE con l'aggiunta di Islanda, Norvegia e Liechtenstein. Si tratta di un mercato interno, disciplinato dalle norme del Mercato unico europeo.

L'Associazione europea di libero scambio comprende Islanda, Norvegia, Liechtenstein e Svizzera. Un tempo molto più ampia, ha visto l'abbandono degli altri stati che ne facevano parte quando sono diventati membri dell'UE.

Unione politica ed economica fondata nel 1957 e comprendente 28 paesi: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Regno Unito.

Si riferisce ai Paesi dell'UE (19 dei 28 stati membri) che hanno adottato l'Euro come valuta.

Piano del governo per gli accordi doganali post-Brexit con l'UE. In base al Facilitated Customs Arrangement (FCA), alle merci destinate all'UE che transitano nel Regno Unito verrà applicata una tariffa UE. Alle merci destinate a rimanere nel Regno Unito verrà invece addebitata la tariffa applicabile nel Regno Unito, che potrebbe essere stabilita in modo diverso da quella dell'UE. Il piano si basa su una tecnologia volta a identificare la destinazione finale delle merci che arrivano nel Regno Unito e intende evitare controlli doganali in Irlanda.

Libera circolazione di beni, servizi, persone e capitali all'interno dell'UE senza barriere interne, fatte salve eccezioni limitate.

Accordo tra Paesi che riduce gli ostacoli agli scambi, comprese tariffe e regolamenti.

Termine che descrive uno scenario Brexit in cui il Regno Unito perderebbe il proprio accesso al Mercato unico europeo e all'Unione doganale oltre che all'UE. L'accordo darebbe priorità al pieno controllo dei propri confini da parte del Regno Unito, tramite la conclusione di nuovi accordi commerciali e l'applicazione delle leggi all'interno del proprio territorio.

Scenario in cui il Regno Unito lascerebbe l'UE senza alcuna intesa sulle condizioni del proprio ritiro né accordi commerciali futuri. In tale scenario, gli scambi tra Regno Unito e UE sarebbero regolati dai termini dell'OMC. La libera circolazione delle merci tra il Regno Unito e l'Unione europea avrebbe fine, per cui le aziende dovrebbero applicare le stesse accise e norme doganali applicate ai Paesi al di fuori dell'UE.

Diritto di un imprenditore con sede nell'UE o nel SEE di condurre affari in un altro stato dell'UE/del SEE in base a un'autorizzazione ricevuta dallo stato di origine e alle norme dell'UE sulla libera circolazione.

Area commerciale senza frontiere interne che assicura la libera circolazione di persone, beni, servizi e capitali attraverso il proprio territorio.  Il Mercato unico europeo  comprende tutti gli stati membri dell'UE e altri quattro paesi che godono di determinate diritti di non partecipazione (opt-out). Il governo del Regno Unito ha dichiarato che il Regno Unito lascerà il Mercato unico europeo quando uscirà dall'UE. 

Scenario Brexit in cui il Regno Unito potrebbe potenzialmente rimanere nel Mercato unico europeo e nell'Unione doganale. Le relazioni del Regno Unito con l'UE resterebbero simili, quanto più possibile, agli accordi esistenti. Il Regno Unito non sarebbe più membro dell'UE e non avrebbe alcun seggio nel Consiglio europeo; perderebbe inoltre i propri eurodeputati e il proprio Commissario europeo. Le merci e, potenzialmente, anche i servizi sarebbero invece scambiati con gli altri stati dell'UE in esenzione da dazi e le organizzazioni finanziarie manterrebbero i propri diritti di "passaporto" per vendere servizi e operare all'interno dell'UE.

Organismo che regola il commercio internazionale tra paesi. In caso di "No deal" sulla Brexit, gli scambi commerciali tra il Regno Unito e l'UE saranno regolati dalle norme dell'OMC.

Modelli di Brexit alternativi

L'accordo economico e commerciale globale UE-Canada (CETA) è un accordo di libero scambio tra l'UE e il Canada che rimuove molte tariffe e ostacoli agli scambi. Si tratta di un modello a cui si fa spesso riferimento durante le discussioni sulla Brexit.

Modello discusso come possibile alternativa per l'adesione all'UE del Regno Unito. Pur non essendo un membro dell'UE, la Norvegia è membro dello Spazio economico europeo, condizione che le consente di far parte del Mercato unico dell'UE; in cambio, la Norvegia contribuisce al bilancio dell'UE, accetta la maggior parte delle sue leggi e consente la libera circolazione delle persone.

Riguarda alcune, ma non tutte, le aree di scambio. La Svizzera fornisce inoltre all'UE un contributo finanziario, sebbene inferiore a quello della Norvegia. Non ha il dovere generale di applicare le leggi dell'UE, ma deve attuare alcuni regolamenti europei per consentire gli scambi. Si applica la libertà di movimento.

La Turchia non fa parte del SEE né dell'EFTA, ma ha un'unione doganale con l'UE. Non prevede tariffe o quote sui beni industriali inviati ai Paesi dell'UE. L'unione doganale non si applica ai servizi o ai prodotti agricoli. La Turchia è tenuta ad applicare la tariffa esterna comune dell'UE alle merci che importa da Paesi non UE e ad allineare le proprie regole e norme a quelle dell'UE in settori in cui ha la facoltà di commerciare liberamente.

Termini dell'accordo ("Deal")

Il governo del Regno Unito ha dichiarato che il Regno Unito lascerà l'Unione doganale e il Mercato unico quando uscirà dall'UE. Tuttavia, spera di negoziare un accordo economico con l'UE per la circolazione di merci con ostacoli minimi.

Il Taxation Bill (la legge sulla tassazione per il commercio oltre confine) consentirà al Regno Unito di fissare la propria tariffa in caso di uscita dall'UE, sia in caso di accordo che di "No Deal". Questo sostituirà la tariffa doganale comune dell'UE, applicata attualmente alle merci importate da paesi terzi fuori dall'UE, per le importazioni nel Regno Unito.

Termini del mancato accordo ("No Deal")

In caso di "No Deal" sulla Brexit, la libera circolazione delle merci tra il Regno Unito e l'Unione europea avrebbe fine e pertanto le aziende dovrebbero applicare le stesse tariffe e norme doganali applicate ai Paesi al di fuori dell'UE. Le aziende dovrebbero fornire dichiarazioni per l'importazione e l'esportazione, rivedere i propri Termini e Condizioni in materia di rapporti internazionali in modo da riflettere la propria qualifica di importatori o esportatori e fornire una licenza per l'esportazione o l'importazione per le merci soggette a controllo. Verranno effettuati controlli doganali, mentre l'IVA e altri dazi sull'importazione diverrebbero esigibili. Il corriere addetto al trasporto della merce sarà a sua volta tenuto a presentare dichiarazioni di sicurezza in ingresso e in uscita.

In uno scenario di "No deal", le aziende dovrebbero richiedere un numero EORI prima di poter importare o esportare merci da o verso l'UE. Il governo del Regno Unito ha dichiarato che renderà disponibili ulteriori informazioni in merito entro la fine del 2018.

Il sistema di monitoraggio computerizzato su scala UE non verrebbe più utilizzato per controllare i movimenti in sospeso tra l'UE e il Regno Unito in caso di "No Deal", ma verrebbe utilizzato per controllare il movimento dei prodotti soggetti ad accise in sospeso nel Regno Unito.

L'ECJU è la sezione del Ministero britannico per il commercio internazionale responsabile del sistema di controllo delle esportazioni e delle licenze nel Regno Unito per articoli militari e a dual-use (sia militare che civile). L'esportazione all'interno dell'UE di molti di questi articoli attualmente non richiede alcuna licenza, che sarebbe invece necessaria in caso di "No Deal".

Nuovo ente pubblico del Regno Unito incaricato di indagare sulle denunce di pratiche commerciali sleali e incrementi imprevisti nelle importazioni, attualmente oggetto di indagine da parte della Commissione europea, per proteggere l'industria nazionale. In caso di "No Deal", la TRA sarà operativa prima che il Regno Unito esca dall'UE nel mese di ottobre 2019.

In caso di mancato accordo sul libero scambio in uno scenario di "No Deal", gli scambi tra il Regno Unito e l'UE sarebbero intrattenuti in base alle norme dell'OMC. Il Regno Unito e l'UE applicherebbero reciprocamente le tariffe e le altre restrizioni commerciali applicate al resto del mondo. Questo perché le regole dell'OMC consentono ai paesi di discriminare a favore di un partner commerciale solo in un numero limitato di circostanze, come in caso di accordo commerciale bilaterale completo.